Ecdl

Cosa è l’ECDL

La European Computer Driving Licence (ECDL) – ossia “Patente europea di guida del computer” – è un certificato internazionale comprovante che chi ne è in possesso ha conoscenza dei concetti fondamentali dell’informatica e sa usare un personal computer nelle applicazioni standard di uso quotidiano.

Il certificato attesta che chi lo possiede ha l’insieme minimo delle abilità necessarie per poter lavorare col personal computer nell’ambito di un’azienda, un ente pubblico, uno studio professionale ecc.

Il programma ECDL non è diretto agli specialisti di informatica, ma all’utente comune. Non riguarda perciò  la fascia relativamente ristretta di coloro che hanno come professione l’informatica, ma la grande moltitudine di persone cui, nei più svariati settori di attività, viene oggi richiesto di saper usare il computer.

Parecchi ormai hanno una certa conoscenza dell’uso di tale strumento, ma molto spesso essa è parziale e frammentaria. Loro stessi non sono in grado di definire a quale livello sanno usare il computer. Ritengono di poterlo usare in modo adeguato, ma in effetti non possono provarlo. Serve quindi uno standard di riferimento che possa essere riconosciuto subito, in modo certo, dovunque.

La certificazione ECDL costituisce oggi tale standard. essa è ormai un “passaporto” internazionale per il mondo del lavoro. E’ utile a chi è alla ricerca della prima occupazione, o a chi ha il problema di ricollocarsi sul mercato del lavoro, ed anche a chi un lavoro ce l’ha ma desidera migliorare la propria posizione.

Per ottenere la Patente il candidato deve superare sette esami.

L’intento del progetto ECDL è quello di certificare che una persona sa effettivamente utilizzare le applicazioni informatiche più comuni, e quindi può essere immediatamente operativa in un normale ambiente di lavoro.

 

Per informazioni rivolgersi ai numeri telefonici dell’Istituto, o alla mail del sito web.

L’omelia di S. Ecc. Mons. Vescovo

OMELIA DI S. ECC. MONS. VESCOVO

3 OTTOBRE 2012

Sembra ieri che ci siamo visti per l’inizio delle vacanze, per la campanella, era  l’ultima campanella dell’anno scolastico e chissà perché i mesi dell’estate sono sempre più veloci di quelli dell’inverno. Sembrano scorciati e invece sono tutti uguali.

E in questi giorni è suonata un’altra campanella, è suonata la campanella  del nuovo inizio, della nuova partenza  per un’altra tappa del vostro cammino.

Eccoci alla parola magica, eccoci alla parola importante di questo inizio dell’anno: la strada. E non è che me la inventi io e la butto là, ce ne ha parlato Gesù nel Vangelo. Tutto il racconto del Vangelo si è svolto lungo la  strada. Mentre Gesù andava  lungo la strada un tale gli disse: “Ti seguirò” e Gesù  mise i paletti, mise le condizioni .

Cari amici, anche noi “siamo lungo la strada”. Un ragazzo che  va a scuola è un ragazzo sulla strada, non nel senso che salta la scuola e va a giro per la città. Un ragazzo che va a scuola è un ragazzo  su quella strada,  su quella via che si chiama “via della Vita”. Se andate in  giro per Pistoia questa strada non la trovate, al massimo arrivate su via Abbi Pazienza, ma “via della Vita” non la trovate.  Ed  è la via  più importante di tutte, perché la targhetta non è scritta su qualche cantonata,  su qualche muro, la targhetta  è scritta dentro di noi. “Via della Vita” è quella che voi state percorrendo, è quella che avete imboccato. E su questa strada, su questa “via della Vita” , in questi giorni, simbolicamente stamattina, comincia  una nuova tappa. Ed è curioso quello che dice Gesù, quando gli dicono: “Noi vogliamo venire con te” e Gesù mise i paletti.

Io faccio la stessa cosa;  stamattina anche se è antipatico, ma   tanto qualcuno lo deve fare, tanto del Vescovo si può sempre dir male, quindi “buttevi”.  Ma cosa è necessario per imboccare la “via della Vita” che cosa occorre come attrezzatura per percorrere la “via della Vita”, quella che avete intrapreso?

Ritornando al primo giorno di scuola,  cosa bisogna mettere nello zainetto?

Bisogna metterci  soprattutto tre cose, non solo il primo giorno di scuola, ma ogni giorno; servono tre cose: la testa, il cuore e le gambe.

La testa vuol dire capire, vuol dire comprendere.  Allora per percorrere la via della vita, nel senso che voi avete iniziato una nuova tappa;  per qualcuno magari è la prima tappa, per altri sono tappe già avanzate,  ma ne avete iniziato una nuova, occorre avere nello zainetto la testa,  cioè  capire dove  vogliamo andare, capire quali progetti di vita vogliamo realizzare;  capire, discernere  che cosa ci aiuta a costruirlo, e cosa invece ce lo fa distruggere;  che cosa mi fa raggiungere il progetto, che cosa mi allontana; capire in che modo giorno dopo giorno io posso   avvicinarmi all’obiettivo, al  progetto di vita che ho . Questo è il primo elemento  da mettere nello zaino,  perché la testa serve per capire. Le cose fatte senza capirle non costruiscono mai niente, anzi il più delle volte distruggono perché sfuggono ad un criterio di valutazione di riferimento, ad un criterio di discernimento che è assolutamente insostituibile nella vita.   Allora, la prima cosa, la testa.

La seconda cosa è il cuore,  il cuore vuol dire passione, il cuore vuol dire affetto, il cuore vuol dire che  quella cosa, quel progetto, quell’obiettivo mi interessa, mi affascina, mi conquista dentro, mi persuade ed allora io non attivo soltanto le facoltà della mia testa, della mia intelligenza, ma attivo tutte le facoltà della mia persona,  attivo soprattutto la mia passione, il mio impegno,  perché su questo obiettivo,    su questo pezzo di vita, io ci gioco la vita, io ci gioco le mie giornate,  ci gioco i miei anni. Ecco perché occorre il cuore, ci vuole cioè  una passione. Cari ragazzi percorrere gli anni della scuola strascicando i piedi è un triste mestiere, intanto consumate la suola delle scarpe e poi non andate lontano; negli anni della scuola,  soprattutto della vostra scuola non bisogna strascicare i piedi. Negli anni della scuola si deve correre , si deve saltare come i daini, perché hai un cuore che pulsa, hai un cuore che arde, c’è una passione dentro. Gli anni della scuola non sono gli anni dello sbadiglio, sono gli anni dell’esclamazione, sono gli anni dello stupore, sono gli anni dell’entusiasmo non dello strascicamento e della rassegnazione. Allora questo ed è il secondo elemento, occorre mettere dentro lo zaino: la testa e poi il cuore, l’appassionarsi, l’impegnarsi.

Terza cosa da mettere nello zainetto, il primo giorno di scuola,   sono le gambe, perché non basta aver capito, non basta essersi  appassionati, bisogna anche concretamente costruire l’ obiettivo che intendiamo realizzare.  Costruire pezzo dopo pezzo, mattone dopo mattone l’edificio che si chiama la vita.  Allora la terza cosa da mettere nello zaino sono le gambe. Sapete che cosa vuol dire mettere le gambe?  Vuol dire mettere nello zaino, la capacità a durare fatica, la capacità ad impegnarsi, la capacità a spendersi  ,  ad affrontare con maturità, con grinta quelle giornate difficili, che nella vicenda della scuola ci sono, esistono, quelle giornate pesanti, qualche volta amare  che ti mettono in crisi che ti fanno dire, ma che lo faccio a fare? No, è il momento di stringere i denti, è il momento di tenere duro, è il momento di essere caparbi e di andare avanti, perché certe paludi si attraversano e se ne  esce a forza di muscoli, l’importante è camminare insieme, perché questa fatica si raggiunge camminando insieme, insieme con con la tua famiglia, con  tuoi compagni, insieme con gli insegnanti, perché insieme c’è più forza, ,c’è più motivazione.

Ecco tre cose da mettere nello zainetto all’inizio della scuola: la testa, il cuore e le gambe.

Io sono convinto che ce l’avete messa tutta stamani e le avete messo tutte e tre,  siete allineati al punto di partenza, proprio col motore su di giri e avete già fatto il riscaldamento e son sicuro che sarà un anno bello,   un anno in cui camminerete in avanti su quella importantissima strada  che si chiama “Via della Vita”.